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Fotografia macro e ravvicinata

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Fotografia macro e ravvicinata
Immagine: David Whelan, CC0 · Wikimedia Commons

In breve

  • La vera macro significa che il soggetto appare sul sensore a grandezza naturale o più grande (ingrandimento 1:1).
  • Da vicino la profondità di campo diventa sottilissima, spesso di pochi millimetri o meno.
  • Parti da circa f/8–f/11 e 1/200 s, con il flash o un treppiede (approssimativo).
  • Non ferire né spostare animali selvatici per una foto; osserva e lascia la scena come l'hai trovata.

Che cosa significano macro e ravvicinata

La fotografia ravvicinata mostra un piccolo soggetto in grande nell'inquadratura. La fotografia macro, in senso stretto, significa che il soggetto viene proiettato sul sensore a grandezza naturale o più grande, il cosiddetto ingrandimento 1:1 o 1×. Un insetto di 1 cm occuperebbe 1 cm del sensore.

Molti obiettivi etichettati come macro arrivano solo a 1:2 o 1:4, che in realtà è fotografia ravvicinata. Le etichette sono approssimative, e una buona foto non dipende dal raggiungere esattamente l'1:1.

Breve storia

Nell'Ottocento i fotografi usavano la fotografia ravvicinata e la fotomicrografia per documentare piante, insetti e minerali a fini scientifici. In seguito fotografi d'arte come Karl Blossfeldt realizzarono negli anni Venti celebri studi ravvicinati delle forme vegetali.

Obiettivi macro dedicati, soffietti e flash anulari si diffusero nella seconda metà del Novecento. Oggi i software di focus stacking e gli smartphone con modalità di messa a fuoco ravvicinata hanno reso la macro accessibile quasi a tutti.

Attrezzatura e lunghezze focali

Un obiettivo macro dedicato è la strada più semplice. Quelli da circa 90–105 mm (full frame) sono i più diffusi e offrono una comoda distanza di lavoro di circa 15 cm a 1:1 (approssimativo), così gli insetti vengono disturbati meno. Quelli da circa 50–60 mm costano meno ma ti obbligano ad avvicinarti; quelli da 150–200 mm danno più distanza per i soggetti timidi.

Alternative più economiche: lenti addizionali (da avvitare sull'obiettivo), tubi di prolunga (distanziali vuoti tra fotocamera e obiettivo) e il montaggio invertito di un obiettivo normale. Tubi e obiettivi invertiti costano poco, ma perdono luce e rendono la messa a fuoco più lenta.

Accessori utili: un treppiede o un sacchetto d'appoggio, una slitta di messa a fuoco per le regolazioni fini, un piccolo flash con diffusore e un pannello riflettente.

Impostazioni iniziali

Diaframma: da f/8 a f/11 è un buon compromesso (approssimativo). Chiudere di più dà più profondità di campo, ma oltre circa f/16 la diffrazione comincia ad ammorbidire i dettagli.

Tempo di scatto: a mano libera con il flash, usa il tempo di sincronizzazione della fotocamera, spesso 1/200 s. Senza flash, punta ad almeno 1/250 s a mano libera, perché anche i piccoli movimenti vengono ingranditi. Sul treppiede e con un soggetto fermo va bene qualsiasi tempo.

ISO: il più basso che la luce consente; con il flash sono tipici ISO 100–400. Messa a fuoco: molti fotografi macro impostano la messa a fuoco manuale all'ingrandimento voluto e oscillano delicatamente avanti e indietro finché il soggetto non diventa nitido.

Luce e composizione

Lavorando così vicino, fotocamera e obiettivo possono bloccare la luce. Un flash diffuso dà una luce uniforme e congela il movimento; un diffusore grande e morbido evita riflessi duri sugli insetti lucidi. All'aperto la luce morbida di un cielo coperto è eccellente.

Scegli che cosa rendere nitido: in un insetto la priorità sono di solito gli occhi. Tieni il sensore parallelo al piano principale del soggetto, così una parte maggiore rientra nella sottile zona nitida.

Cura lo sfondo: uno sfondo lontano e uniforme diventa una morbida campitura di colore. Cambia leggermente angolazione e tutta l'atmosfera cambia.

Focus stacking, errori comuni ed etica

A 1:1 la profondità di campo può essere di appena un millimetro circa a f/8 (approssimativo). Il focus stacking unisce più scatti messi a fuoco a distanze diverse in un'unica immagine nitida. Funziona meglio con soggetti fermi, un treppiede e una slitta di messa a fuoco o la funzione di bracketing della messa a fuoco della fotocamera.

Errori comuni: diaframma troppo aperto, così quasi nulla è nitido; diaframma troppo chiuso, così la diffrazione ammorbidisce tutto; il mosso della fotocamera; e uno sfondo confuso.

Etica: non raffreddare, incollare, infilzare né spostare insetti vivi, e non calpestare le piante per ottenere uno scatto. Non disturbare piante rare e nidi e segui le regole del parco. Una buona foto macro non dovrebbe lasciare traccia.

Un esercizio da provare

Trova un oggetto comune in casa, come una moneta, una foglia o una forchetta. Fotografalo alla distanza minima di messa a fuoco del tuo obiettivo o smartphone, una volta a f/4 e una a f/11, e confronta quanto risulta nitido.

Poi prova cinque scatti messi a fuoco progressivamente da davanti a dietro e uniscili con un software di stacking. Annota quanti scatti ti sono serviti e se su qualche bordo compaiono aloni.

Fonti

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